Dall’apertura del Centre Pompidou a Parigi negli anni Settanta, che segnò l’istituzione di un nuovo rapporto tra spazio culturale e spazio pubblico urbano, gli scopi fondamentali del museo si sono sempre più intrecciati con questioni di più vasta portata come la globalizzazione dei fenomeni artistici e dei linguaggi dell’architettura, l’economia della cultura, la dilatazione dello spazio turistico. Questa sovrapposizione di prospettive non consente di considerare i musei contemporanei solo per la loro espressione figurativa, veicolata dal sistema delle immagini, ma impone di ampliare lo sguardo ai loro contesti urbani e culturali di riferimento, che misurano la rispondenza o meno dell’architettura costruita ai propri mandati funzionali e simbolici. In tale spirito si è proceduto nel definire un criterio di selezione degli esempi presentati nel volume.
Si tratta di sedici musei per i quali un congruo numero di anni di esercizio consente di verificare la validità delle scelte progettuali adottate e l’effettiva rispondenza dell’edificio al suo programma. Il parametro della rispondenza virtuosa del museo al proprio scopo è peraltro uno dei temi portanti del più vasto manuale – edito nel 2007 – da cui questo volume tascabile è estratto, e consente di definire i musei che vi compaiono come una sorta di “classici” del contemporaneo. Nello stesso tempo, gli esempi cercano anche di presentare un ventaglio articolato di situazioni sia riguardo al genere di collezioni ospitate, sia riguardo al tipo di intervento (nuovo impianto, riusi, aggiunte a musei esistenti).